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I giovani, la politica, la città: tre domande a....


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Giovani_LoppianoIl 22 e il 23 Maggio si tiene a Loppiano un seminario rivolto ai giovani e organizzato dal Movimento Politico per l'Unità, centrato sulla riscoperta della fraternità come categoria della politica da offrire proprio alla città. Ne parliamo con Anna Marenchino, tra le promotrici dell'evento.

Di Paolo Balduzzi

 

Sabato 22 e domenica 23 Maggio 2010, si tiene a Loppiano (Incisa Valdarno-Fi) un seminario rivolto ai giovani che frequentano le Scuole di partecipazione politica in Italia promosse dal Movimento Politico per l'Unità (MPPU).
Le Scuole di partecipazione “intendono essere un luogo di dialogo, di studio, di sperimentazione, aperto a tutti i giovani che vogliono vivere il presente della propria città in modo attivo, responsabile e generoso”.

Il percorso formativo integra attività d'aula e laboratori nella città con l'orizzonte della mondialità, toccando i principali nodi del sistema politico al livello locale, nazionale e internazionale, declinando così l'eredità spirituale e culturale di Chiara Lubich in politica, e dando alla città e al territorio intorno un'occasione in più per riscoprire le ragioni del suo vivere sociale.

Ad Anna Marenchino, una delle promotrici del seminario, abbiamo chiesto di raccontarci le ragioni di questo incontro:
“Tutte le scuole di partecipazione politica in Italia hanno un programma comune,  e pensando che ci sono dieci scuole in varie città della Penisola, è previsto che per un weekend all'anno tutti gli studenti delle scuole si trovino sia per approfondire temi particolari, sia per condividere le esperienze che fanno in ogni città”.

La base su cui regge tutto il seminario è il rapporto tra città e fraternità...
“E' vero. Dobbiamo pensare che le scuole nascono con un significato ben preciso che non è quello di formare dei bravi dirigenti di un qualsiasi partito, ma piuttosto quello di formare cittadini attivi. Il primo anno è sempre più rivolto alla città, mentre il secondo apre gli orizzonti dei nostri luoghi alle necessità di tutto il mondo, senza dimenticare le sue potenzialità. Dunque il rapporto tra città e fraternità è fondamentale: le scuole di politica devono “calarsi” nella città, coinvolgendo le istituzioni, le associazioni, generando quei rapporti che poi creano la comunità e diventano i luoghi in cui sperimentare le soluzioni più innovative per rispondere a quello che la città chiede”.

Come è organizzato il seminario?
“Ricordiamoci sempre che le scuole hanno senso se in grado di incidere sul territorio. Cercheremo allora di coniugare teoria e pratica, con un approfondimento su alcuni aspetti legati alla vita delle città: i bilanci, la storia, le ferite, le opportunità; poi apriremo gli orizzonti sul mondo guardando al globale in una dimensione che ci tocca nel profondo: parleremo di disarmo, dei social network, toccheremo alcuni temi cruciali del dibattito politico. Poi, anche attraverso la condivisione delle varie esperienze, si metteranno le basi per poter davvero essere a servizio del bene comune una volta tornati a casa”.






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