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In dialogo nella città: un'agenda di speranza per il paese.
In dialogo nella città: un'agenda di speranza per il paese.

E' il senso più profondo della 46° settimana sociale dei cattolici italiani che si terrà a Reggio Calabria il prossimo Ottobre. Quattro giorni di dialogo e confronto tra i soggetti più vitali dell'associazionismo cattolico italiano, per prendere coscienza delle ferite attuali del paese, per intercettare le sfide dei prossimi anni, ma soprattutto per imparare a osare di più.
In redazione
La prima fu a Pistoia nel lontano 1907. Poi, via via, ci sono state Pisa, Roma, Assisi, Genova e tante altre città: 103 anni di storia durante i quali la Chiesa italiana ha riunito tutte le associazioni cattoliche del paese, per discutere delle maggiori sfide del proprio tempo, individuando quelle urgenze sulle quali era necessario dare un contributo significativo per lo sviluppo del paese dal punto di vista sociale, economico, politico, etico.Stiamo parlando delle “Settimane Sociali”, la cui 46° edizione si terrà a Reggio Calabria dal 14 al 17 Ottobre 2010. “Cattolici nell'Italia di oggi. Un'agenda di speranza per il futuro del paese” è il titolo di questa edizione. Sul sito internet delle “settimane sociali” è un fermento di iniziative, riflessioni e news che stanno preparando il terreno al lavoro dei prossimi giorni: politici, vescovi, intellettuali, militanti delle varie associazioni, giovani e meno giovani, si stanno già confrontando in un luogo virtuale per dare piena cittadinanza alla declinazione sociale del Vangelo, in ogni sua possibilità di rendere la convivenza civile più umana, più vera, e dunque più bella.
Scorrendo i contributi presenti ne vogliamo mettere in risalto uno, proposto dal Movimento Umanità Nuova.
Lucia Crepaz è da due anni responsabile della segreteria centrale di quella che è l'espressione sociale dei Focolari. Proprio in questa veste, ha contribuito alla stesura di questa riflessione dal titolo “Stare in piedi in un tempo appassionante”.
E' un documento composito, che si legge d'un fiato, e dal quale si ricava l'impressione di una vitalità sociale già in atto per ritrovare la fiducia necessaria a percorrere un cammino certamente arduo ma avvincente. Nel documento si possono rilevare due principali piste di lavoro: il dialogo e la città.
“Dialogare”- si legge nel documento- “significa tenere in massima considerazione la dignità dell’altro, la sua uguaglianza in umanità, la sua irripetibile unicità e la sua preziosa alterità (...) Si dialoga entrando nella realtà dell’altro, nella sua condizione, nel patrimonio di cui è espressione, considerandolo, alla luce della fraternità universale, come se stesso. «Tu ed io siamo una cosa sola – sottolineava Gandhi -. Non posso farti del male senza ferirmi». Una premessa che è anche un programma di lavoro là dove tante sfide attuali vengono al pettine: la città.
“...C’è quindi un fascino in più nel lavorare dentro la città. Lungo le sue arterie viaggiano le contraddizioni più stridenti del villaggio globale. Scegliere l’orizzonte della città significa perciò porsi esattamente nel punto di crisi della modernità.” si continua nel documento- “Questo conferma che se si dà vita a relazioni nuove, si offre alla città la risposta che essa attende e da esse si lascia contagiare. Si apre quindi la possibilità che le nostre città cambino destino: invece di andare verso la frantumazione totale, con i conseguenti problemi di sicurezza, di chiusura tra quartieri, accade che si possono avviare processi in opposta direzione”.
E proprio con lo sguardo rivolto alle giornate di Reggio Calabria, Lucia Crepaz ha recentemente rilasciato un'intervista a Città Nuova che potete leggere qui.
L'intero contributo alla riflessione è invece possibile scaricarlo qui: Stare in piedi in un tempo appassionante.Keywords
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