Le origini
Le origini del Progetto Città
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- Pubblicato Mercoledì, 06 Maggio 2009 17:40
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“Il Progetto Città è un cammino che, una volta iniziato, finirà solo con il mondo unito”. Con queste parole, Chiara Lubich (1920 – 2008), fondatrice del Movimento dei Focolari, annunciava e definiva il Progetto Città. Al termine dell’evento mondiale del Familyfest1 2005, aveva infatti sottolineato: “Dopo la famiglia, la prossima tappa sarà la città. E dopo la città saranno i popoli, e dopo i popoli il mondo unito”. Il cammino iniziato da lei e dalle sue prime compagne, a Trento durante la seconda guerra mondiale, fu quello della riscoperta, sotto le bombe che facevano crollare case e progetti di vita, che esiste un ideale che non muore, che non passa: Dio, annunciato dal Vangelo. Da questa riscoperta l’opzione per i più poveri, ed erano molti, dai quali cominciare per “contribuire a risolvere il problema sociale di Trento”. Da allora, e fino ad oggi, la “città” è stata ed è realtà significativa della vita di Chiara e del Movimento. Le vacanze trascorse insieme negli anni ’50 nelle Dolomiti presero il nome di “Mariapoli”, città di Maria, luogo di sperimentazione di una convivenza la cui unica legge è l’amore reciproco. Oggi le Mariapoli nel mondo sono ogni anno alcune centinaia. Sono sorte Mariapoli permanenti, le 34 cittadelle del Movimento sparse nel mondo, piccole città aperte a chi vuole incontrarsi con l’esperienza del Vangelo incarnato in una comunità civile e religiosa. A Chiara sono state assegnate 19 cittadinanze onorarie , espressione di una scelta privilegiata da parte del Movimento per il ruolo della città. A seguito di questi riconoscimenti, in alcune di queste città, sono nati veri e propri progetti di cittadinanza orientati alla fraternità universale: “Trento Ardente”, “Roma Amor”, Praga d’Oro”, “Genova La Lanterna”, “Fontem Regale".
Il nome dato nel ’56 alla rivista del Movimento, Città Nuova - oggi con 37 edizioni in 22 lingue - ed alle 25 case editrici, anticipa, nel campo della informazione e della cultura, il ruolo della città nel costruire un mondo unito.
La riscoperta delle parole del Vangelo, alla luce di una spiritualità collettiva, vissuta e trasmessa dai membri del Movimento, ha dato l’avvio ad un percorso di vita individuale e comunitario che apre a tutti, consacrati e laici, la via per una realizzazione del proprio personale disegno e per la costruzione, insieme, di una “civiltà dell’amore”. In questa visione, nel 2006, Chiara, con lo sguardo già rivolto al Progetto Città disse: “Sarà la santità che penetra nella società” (cfr. Rm, 7)
1Manifestazione internazionale, formata da una rete di 193 meeting, in altrettante città e capitali di 78 Paesi dei 5 continenti, dove le famiglie di ogni Paese, cultura, razza e religione sono state protagoniste, rendendo visibile un tipo di famiglia che crede nel valore della fraternità universale, e si fa portatrice di questo messaggio al mondo.



















